L’avvento
dell’ICT (Information Comunication and Technology), e l’evoluzione verso un
mercato sempre più integrato hanno determinato un importante cambiamento delle relazioni
economiche. Se negli anni Ottanta l’ambiente economico era chiaro e
strutturato, oggi, nel secondo millennio, gli aspetti principali sono
l’incertezza e la difficoltà di fare previsioni sulle direttive della
tecnologia e dell’economia. Il cambiamento, inteso in tutte le sue possibili
forme, si manifesta da un duplice punto di vista: aumentano in modo
esponenziale, infatti, sia la velocità con la quale i cambiamenti si
presentano, sia l’importanza qualitativa e quantitativa degli stessi, imponendo
notevoli salti in avanti sia alle imprese che ai singoli individui, per potersi
mantenere “al passo con i tempi”.
La
globalizzazione e il veloce sviluppo delle tecnologie informatiche hanno
rivoluzionato il sistema economico. Negli ultimi anni si è assistito alla
nascita della cosiddetta New Economy,
ossia l’insieme di tutte le iniziative economiche legate in modo più o meno
diretto all’ICT e ad Internet in particolare, e alla sua consacrazione nelle
borse di tutto il mondo, prima fra tutte il famoso Nasdaq
statunitense, al cui andamento, in alcuni momenti, sembrava legato il destino
dell’intera economia mondiale. Il mondo bancario, e in particolare quello
italiano, è stato investito da una duplice ondata di novità: da una parte
l’evoluzione delle condizioni competitive, dall’altra le opportunità e le
minacce provenienti dal mondo della New Economy.
Le banche si trovano davanti ad una sfida complessa e multiforme, ricca di
insidie ma anche di opportunità. Da quando il fenomeno è esploso, le
istituzioni finanziarie italiane si sono divise tra “imitatori”, che percepiscono Internet come uno strumento difensivo per restare
competitivi, e “innovatori”, che vedono il Web Banking come uno strumento
offensivo che cambierà l’industria. Emerge, dunque, un fondamentale quesito: la banca moderna può
prescindere dall’offrire i propri servizi sul Web o deve necessariamente
basarsi sulle tecnologie emergenti? In altre parole, il trading on-line è necessario o
indispensabile?
Nessuno studio, infatti, ha ancora
dimostrato chiaramente quale sia il peso e l’importanza dell’on-line banking,
dal momento che il Web Banking non è ancora maturo abbastanza da far apparire
agli analisti il quadro generale.
Lo scopo del mio lavoro
consiste, appunto, nel tentare di colmare questa lacuna attraverso un’analisi
dettagliata dello stato dell’arte e dei possibili sviluppi futuri. La novità della materia ed
il suo rapido evolversi hanno comportato un lavoro in cui aspetti
tecnico-descrittivi e riflessioni si alternano e intrecciano a vicenda, per
ogni argomento individuato e trattato si è, quindi, realizzato uno scritto
contente sia aspetti pratici relativi al trading on-line che tematiche di ampia
portata, con costante riferimento alla probabile evoluzione futura del sistema. Si analizzeranno, dunque, nella prima parte del
lavoro gli aspetti generali del fenomeno, per poi proseguire nella seconda
parte con lo studio in particolare di un caso aziendale, quello di Banca Sella.
La
tesi prende le mosse, nel capitolo 1, dall’analisi delle peculiarità e degli
effetti che la rivoluzione digitale porta nell’attività bancaria tracciando il
quadro tecnologico di riferimento che sta comportando Internet anche
nell’erogazione dei servizi bancari alla clientela.
Il
secondo capitolo approfondisce un particolare ramo dell’Internet
Banking, il trading on-line, per poi passare, nel terzo capitolo, ad
un’analisi mirata su uno specifico aspetto del trading on-line, cioè il lato
psicologico e quanto esso influisca sull’attività dei trader. Il quarto
capitolo apre la parte cosiddetta “pratica” del mio studio e fornisce una
panoramica dei servizi bancari riscontrabili nell’evoluzione dell’offerta, di
cui traccia le caratteristiche più innovative e rilevanti e fornisce le
relative riflessioni sulle conseguenze e le tendenze in atto. Con il quinto
capitolo, “Il caso: Banca Sella”, l’attenzione si sposta, dai temi generali del
trading on-line, esaminati nella parte precedente di questo lavoro, verso un
caso specifico di fornitura del servizio, analizzato sia su un piano meramente
oggettivo (società, evoluzione, strategie, ecc.), che su un piano soggettivo
(l’esperienza personale d’utilizzo). Infine, nel sesto conclusivo capitolo, si
punta l’obiettivo sulle tendenze evolutive bancarie con particolare riferimento
al Mobile
Banking e alle strategie utilizzabili per sviluppare e far crescere
l’attività virtuale.
A conclusione, si può
affermare che la situazione italiana è ancora molto eterogenea e che lo sviluppo del trading on-line, dipenderà dalle
strategie che verranno adottate dalle
varie banche per lo sviluppo delle stesse.
La situazione attuale, infatti, non permette di definirne chiaramente
l’evoluzione futura. Mediosim, Directa, Fineco e Banca Sella, hanno dimostrato, con i loro tassi di crescita,
che il fenomeno è ormai una realtà anche
da noi, e che i piccoli investitori si stanno ritagliando un ruolo sempre più
attivo; ciò probabilmente grazie ad una maggiore cultura finanziaria anche se,
in questo campo, c’è ancora molta strada da percorrere. Finora solo alcune
istituzioni finanziarie si sono proposte come leader in questo settore, ma si ritiene che non sia difficile saper cogliere
i vantaggi del trading on-line, soprattutto in termini di riduzione dei costi
operativi e di maggior soddisfazione per il cliente. Tuttavia,
l’impressione è che le banche optino
per il trading on-line non in conseguenza di una analisi strategica di lungo
periodo, ma stiano semplicemente imitando i
first comers italiani, dopo essersi accorte del loro tasso di
crescita, delle prospettive del
servizio e dei nuovi orientamenti della clientela, ormai stanca di avere un ruolo passivo nella gestione dei propri
fondi e scontenta del trattamento
riservatogli dalle banche. Questo potrebbe portare ad una situazione negativa,
con il mercato del trading invaso da brokers
virtuali, e con il sistema bancario che, nel complesso, avrà speso cifre ragguardevoli per adattarsi
a questa situazione per poi, a livello
di singola banca, riuscire a guadagnare pochissimo a causa della forte concorrenza che, anche a causa della
incapacità di interiorizzare la cultura
di Internet, continuerà a intendere il Web come un semplice canale
distributivo, limitandosi alla strategia dell’abbassamento dei prezzi. C’è stata una fase di grande crescita, adesso c’è la fase delle grandi
estinzioni. Alla fine emergeranno le buone società, ma saranno poche. Ormai non
basta più “andare su Internet”, avere il pacchetto bancario on-line è
sicuramente necessario, ma non più sufficiente, bisogna creare dei valori
aggiunti, anche molto sofisticati, quasi degli status-symbol. Ci troviamo ad
una svolta, Internet ha aperto una grande prateria. Sono arrivati molti
pionieri, qualcuno ha avuto successo, altri no. Ma ora sta per aprirsi un’altra
prateria. La nuova frontiera è quella della banda larga, wireless o in fibra
ottica, con le infinite possibilità che apre. E’ giunto il momento, quindi, di avvicinarsi
alle più avanzate tecnologie e dinamiche modalità di fare banca, per servire al
meglio i clienti e rafforzare nel
mercato la leadership. L’agilità organizzativa e la determinazione strategica sono essenziali per superare con
successo le sfide dei mercati
finanziari, facendo leva sulle potenzialità delle nuove tecnologie informatiche e telematiche.
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