4. Rating del trading on-line

 

Nell’analisi dei brokers che svolgerò in questo capitolo si terrà conto dei parametri utilizzati dagli utenti per scegliere il proprio broker on-line. Tra le decine di traders presenti attualmente sul mercato, alcuni meritano di essere citati per essere stati i primi ad operare, o perché hanno una leadership di mercato, oppure per la dinamicità e innovatività con cui si sono adeguati a questo nascente mercato. É chiaro che la materia trattata ha per sua natura un’evoluzione veloce. In tal senso le informazioni contenute in questo capitolo sono destinate a diventare obsolete in breve tempo. Anche per questa ragione, questo contributo si prefigge di dare un quadro generale e non una descrizione dettagliata ed individuale per ogni singolo soggetto. Nella mia ricerca ho cercato di catalogare le informazioni raccolte tenendo presente aspetti che ritengo necessari per qualsiasi banca virtuale, ma soprattutto per gli operatori di trading on-line.

 

4.1. Le offerte a confronto

In questo capitolo, dunque, sono stati messi a confronto i principali intermediari finanziari che operano nel settore del trading on-line, attraverso una necessaria schematizzazione su tabella che rende facilmente paragonabili le molteplici offerte. I dati sono stati rilevati dai siti web delle  banche oggetto della ricerca, nonché da interviste telefoniche con il personale predisposto al servizio d’informazione al pubblico sul trading on-line.

 

Tabella 5.1; Quanti sono gli utenti on-li

Tabella 1: Quanti sono gli utenti on-line delle banche e sim analizzate?

Società

 

Utenti

 

Fonte

 

Banca Sella

45.000

Netzapping

31/12/2000

Intesa trade (Gruppo Banca Intesa)

30.000

Netzapping

31/12/2000

Banca 121

70.000

Netzapping

31/12/2000

Banca Popolare di Milano

(Webank)

60.000

Netzapping

31/12/2000

On Banca

30.000

Lombard

09/2000

Banca Generali

28.000

Repubblica

20/11/2000

Banca di Roma

35.000

Netzapping

31/12/2000

Bipop/Fineco

315.000

MF

26/01/2002

Directa Sim

10.000

Donovan.it

12/2001

Banca Imi (Imiweb)

30.000

MF

26/01/2002

 

 

4.2. Le modalità contrattuali

Per quanto riguarda le modalità di sottoscrizione del contratto si tratta, in generale, di un intermediario virtuale: non c’è alcun rapporto fisico con la società, in quanto il potenziale cliente scarica dal sito della stessa il contratto e, una volta aderito al servizio, lo invia ad essa firmato. Alcuni istituti, tra cui Banca di Roma e On Banca, fanno eccezione, obbligando i propri clienti a firmare il contratto di persona presso una sede della società o a domicilio mediante la visita di un incaricato.

 

 

Tabella 2: Quali sono le modalità contrattuali previste?

Società

Durata

Penalità

Rescissione

Banca Sella

Indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

Intesa trade

Indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

Banca 121

Indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

Webank

Indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

On Banca

Indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

Banca Generali

Indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

Banca di Roma

Indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

Fineco

Indeterminata

Nessuna

Volontà del cliente

Directa

Indeterminata

Nessuna

Volontà del cliente

Imiweb

indeterminata

Non menzionate

Volontà del cliente

 

 

Il recesso dell’investitore nei confronti dell’intermediario dovrebbe essere possibile in qualsiasi momento, senza alcuna condizione o termine, salvo eventuali inadempimenti contrattuali dello stesso cliente, e inoltre senza alcuna penalità. Tra i gestori analizzati, solo Fineco e Directa indicano esplicitamente che non sussiste alcuna penalità in caso di recesso, mentre gli altri presi in considerazione non fanno alcuna menzione di questo elemento.

 

4.3. Il pricing

Più componenti contribuiscono a determinare il pricing dell’offerta on-line:

Ø     Attivazione conto: generalmente gratuita, talora con canone annuo o mensile.

Ø     Commissioni di trade: generalmente l’1,95 per mille, spesso con tetto massimo o pricing minore per elevati volumi intermediati. Alcuni player richiedono commissioni fisse (Directa: 9 euro per eseguito); altri offrono la possibilità di scegliere tra commissioni fisse o variabili;

Ø     Conti di appoggio: spesso retribuiti al 4-5%, per aumentare la fidelizzazione e favorire il transito dell’operatività tradizionale su Internet.

Ormai in Italia al trading on-line sono applicate le condizioni più basse sia nel confronto con l’Europa che con gli Usa.

 

Ammontare dell’investimento in euro:

 

1000

2000

5000

10.000

50.000

Usa

19,8

19,8

19,8

19,8

19,8

Uk

22,9

23

22,9

55,9

55,9

Germania

9,0

9,4

9,0

30,4

92,7

Francia

9,7

11,7

9,7

35,0

155,0

Italia

5,6

6,0

5,6

16,0

19,0

Spagna

8,0

8,0

8,0

9,5

41,0

Svizzera

18,9

18,9

18,9

29,9

92,8

Media Europa

13,0

13,4

13,0

27,7

67,3

 

 

 

Tabella 3: I costi per i clienti previsti dai più importanti broker italiani

Società

Soglia minima

Attivazione

Tenuta conto

Minimo

Massimo

Banca Sella

No

No

No

No

19,95 €

Intesa Trade

No

No

No

No

19,5 €

Banca 121

No

No

No

5 €

19 €

Banca popolare di Milano

No

No

No

5 €

20 €

On Banca

Si

No

No

3,98 €

19,63 €

Banca Generali

Si

No

Si

No

No

Banca di Roma

No

No

Si

5 €

40 €

Fineco

No

No

No

2 €

19 €

Directa

No

Si

No

No

18 €

Banca Imi

No

No

No

2 €

18 €

 

 

Tabella 3 bis: Le commissioni

Società

Commissioni

Banca Sella

Nasdaq e Nyse (USA): 16 euro per eseguito Italia: 9 euro o l’1,85 per mille. SBF (Parigi): (9 euro o 0,185% max 19,95 euro) + 12 euro di diritti di borsa. XETRA (Francoforte): 9 euro o 0,185% (max 19,95 euro) + 9 euro di diritti di borsa.

Intesa trade

Italia: 1,95 per mille; profilo Trader Fissa: 12,5 E su eseguito; profilo Trader Variabile: 1,35 per mille

Banca 121