1. Internet banking

 

1.1. La Banca, i servizi e le operazioni bancarie nella nuova era dell’Information Technology

Quest’ultimo decennio è stato definito come l’inizio dell’era dell’Information Technology, in altre parole della tecnologia dell’informazione. Essa ha portato ad uno sviluppo nella condivisione, accessibilità e gestione di una grossa risorsa: l’informazione. Lo scambio delle informazioni è alla base del vivere sociale, economico e giuridico della civiltà odierna e lo strumento che oggi ne è la più efficace manifestazione, è Internet. Si tratta essenzialmente di una vasta rete di computer collegati tra loro attraverso linee telefoniche e strutturata in modo da rendere accessibile e condivisibile a chiunque qualsiasi informazione in qualsiasi parte del mondo. Ciò che caratterizza Internet è, non solo la sua estensione mondiale, ma anche il fatto che lo scambio di informazione non è unidirezionale (da emittente a ricevente), ma multidirezionale, ovvero sia, ciascuno può diventare fonte di informazione. Ciò ha importanti riflessi innanzitutto in campo economico dove Internet è destinato a rappresentare un grosso strumento di diversificazione dell’offerta, con forti abbattimenti di costi e di tempi. Il ruolo della Banca è destinato a subire un grosso cambiamento proprio a causa di Internet. Le transazioni finanziarie, i pagamenti e le normali operazioni dei risparmiatori sono sempre più realizzate elettronicamente, attraverso strumenti sempre più sofisticati e perfezionati. Il risparmiatore di oggi, l’utente bancario, intende poter gestire il proprio conto, acquistare titoli ed effettuare pagamenti dal proprio computer a casa, senza recarsi fisicamente allo sportello. Lo sviluppo dell’automazione pertanto produce modificazioni radicali sia sulla struttura organizzativa e sui tradizionali sportelli bancari, sia sulla dinamica dell’occupazione bancaria che viene contenuta quantitativamente attraverso i processi di office automation, di sviluppo dei servizi di home banking e degli sportelli automatici, nonché di tutte le forme di electronic banking volte a risparmiare forza lavoro. Inoltre, tutto ciò impone alla struttura organizzativa della banca una forte flessibilità ed uno spiccato dinamismo, in quanto l’ambiente ed i mercati in cui si trovano ad operare le banche oggi sono sempre più dinamici e incerti a causa delle oscillazioni del mercato, sempre più repentine e incalcolabili.

1.2. Principali fattori di cambiamento

Attribuire una funzione di fulcro alla rete non deve portare però a sottovalutare le altre direzioni di sviluppo tecnologico. La tendenza alla fruizione di servizi per mezzo di un qualunque dispositivo tecnico (fisso o mobile), attraverso qualsiasi punto di accesso (rete aziendale, portale, negozio elettronico e così via), è una strada già intrapresa da molte aziende, ma l’attuazione di questi fattori significa, dal punto di vista dei sistemi informativi, agire in più direzioni, garantendo:

Ø     adeguatezza di prestazioni;

Ø     livelli costanti di continuità del servizio;

Ø     sicurezza;

Ø     coesistenza dei nuovi programmi con l’ambiente tecnologico preesistente.

Le nuove tecnologie informatiche e telecomunicative (ICT) possono giocare una duplice funzione all’interno delle aziende. In primo luogo, possono essere impiegate per una migliore automatizzazione dei processi di produzione delle informazioni all’interno delle imprese (in termini di velocità, di sicurezza, ecc.); in secondo luogo, si stanno rivelando una forma di innovazione di tipo invasivo che tende a modificare i prodotti, i processi produttivi e le relazioni con gli operatori con cui sono in rapporto.

Tra le principali linee evolutive dell’ ICT, si ricordano:

Ø     la disponibilità di soluzioni che consentono di bilanciare la flessibilità necessaria per l’attività di analisi dei dati con la robustezza e l’affidabilità del sistema e la certificazione dei dati utilizzati;

Ø     la possibilità di combinare dati quantitativi con dati multimediali, grazie alle nuove opportunità fornite dal web: dalla semplice pubblicazione delle informazioni sulle Intranet, alla ricerca e al caricamento nel Datawarehouse di dati certificati presenti su Internet.

Le tendenze in atto nel campo dei sistemi informativi aziendali si possono quindi ricondurre ai seguenti aspetti:

Ø     Affermazione delle nuove architetture tecnologiche: negli ultimi anni l’architettura di riferimento si è notevolmente sviluppata, sulla scia di forti cambiamenti sia dal punto di vista delle tecnologie informatiche applicabili che da quello dei metodi e dei contenuti della gestione manageriale delle aziende. Pertanto si può disporre di un’architettura tecnologica distribuita su più livelli, che consente di operare con maggiore flessibilità.

Ø     Passaggio dal make al buy: un’altra tendenza riscontrabile riguarda il passaggio dal make al buy: l’outsourcing comincia a diffondersi e ad essere accettato, anche se in molte aziende ciò non vuol dire delegare a terzi le responsabilità relative al sistema informativo. L’azienda può prendere in considerazione l’ipotesi di affidare a terzi la gestione di determinate attività, realizzando così un cambiamento che inciderà sulla funzione che si occupa dei sistemi informativi. Si potrà quindi assistere al passaggio dallo svolgimento di attività dirette (come, ad esempio, la produzione del software necessario per farli funzionare) all’esecuzione di attività indirette (cioè di indirizzo e controllo dell’erogazione dei servizi informatici).

Ø     Trasferimento dell’interesse dai sistemi informativi operativi a quelli direzionali (senza abbandonare i primi): quasi tutte le aziende hanno risolto i problemi relativi al supporto informatico della propria attività operativa e la loro attenzione si è quindi spostata verso i sistemi informativi direzionali, ad esempio sistemi di Datawarehouse.

Il management ha pertanto a disposizione sistemi di supporto dinamici, multidimensionali, personalizzabili ed adattabili al cambiamento aziendale. Sempre più incalzati da pressioni competitive, rivolgono la loro attenzione verso il supporto delle attività di front-office, ossia delle relazioni con la clientela ed il mercato più in generale. Si diffondono i cosiddetti CRM (customer relationship management) Systems, cioè quell’insieme di applicazioni volte al supporto e allo sviluppo delle relazioni commerciali nonché al controllo delle attività della forza di vendita, alla misurazione ed elevazione della customer satisfaction e così via.

Da tutto ciò appare evidente come si sia davanti ad un capovolgimento del sistema bancario odierno e preesistente, e come si ponga la necessità di ridefinire completamente il rapporto cliente-banca, cliente-promotore finanziario. Il mondo finanziario e bancario è davanti ad una grande svolta, che porterà alla creazione di banche virtuali, ad una destrutturazione della banca tradizionale, alla dematerializzazione in forma elettronica dei canali tradizionalmente usati e alla moltiplicazione di nuovi canali distributivi.

 

1.3. La multicanalità nel settore bancario

I processi di revisione del business che le banche stanno affrontando da qualche anno a questa parte, uniti alla deregolamentazione dei mercati e alle nuove opportunità offerte dall’Information technology, sono i principali vettori del passaggio dal concetto di banca tradizionale a quello di banca multicanale. La possibilità di utilizzare canali di comunicazione veloci consentirà di portare i servizi offerti dalle banche a disposizione dei clienti con una formula che viene spesso denominata di “tripla A” (anytime, anywhere, anyhow). Gli impulsi che hanno determinato il moltiplicarsi dei canali di vendita delle istituzioni finanziarie sono:

Ø     l’aumento della competizione;

Ø     la caduta dei margini nei business finanziari tradizionali;

Ø     l’innovazione tecnologica;

Ø     la mobilità della domanda.

I primi due fattori sono strettamente collegati: gli istituti finanziari si trovano oggi a dover fronteggiare la concorrenza delle cosiddette “non banche”. Si tratta sia di organizzazioni che rientrano nel settore finanziario (per esempio le società d’intermediazione mobiliare) sia di aziende che possono gravitare intorno ad esso (come le società di telecomunicazione, le aziende manifatturiere interessate alla gestione delle carte di pagamento per accrescere la fedeltà della propria clientela, ecc.). In particolare, queste operano in un panorama all’interno del quale le banche vedono ridursi gradualmente sia le attività che possono gestire in proprio (con il rischio di assistere ad una continua attenuazione del ruolo nell’intermediazione dei pagamenti e, in seguito, nell’intermediazione tout-court) che i margini di profitto. L’ingresso di nuovi attori in grado di garantire prezzi bassi e un livello di servizio maggiore implicano un’esasperazione della pressione competitiva: alcune società che operano nel settore finanziario hanno infatti una struttura più snella rispetto agli istituti creditizi (si pensi a quelle che operano esclusivamente on-line) e possono praticare condizioni migliori. Per quanto concerne la tecnologia, già da alcuni anni proliferano mezzi di comunicazione che, visti in chiave di marketing da parte di un’azienda di credito, mettono in relazione la clientela in modo diverso rispetto al passato. Hanno indotto il management bancario a progettare e far vivere al cliente un’esperienza di contatto e rapporto più soddisfacente, affiancando ai canali tradizionali (filiale, promotori, telefono, ecc.) i nuovi media (basti pensare al telefono cellulare WAP, ad Internet, alla navigazione satellitare, ecc.). La disponibilità di nuove tecnologie può influenzare il sistema organizzativo nei seguenti modi :

Ø     generando nuovi canali (ad esempio, Internet banking);

Ø     integrandosi con i canali già esistenti in un processo diverso (ad esempio, banca e call center);

Ø     costruendo nuovi canali ibridi (ad esempio, lo sviluppo di una relazione tra consulente e cliente con modalità differenti ed innovative rispetto al passato, da collegare alla disponibilità di nuovi strumenti di comunicazione e di gestione sia da parte del primo che del secondo soggetto).

La scelta dell’integrazione dei canali nuovi con quelli “vecchi” è forse, per quanto riguarda le banche italiane, la più diffusa e comporta il rimettere in discussione gli strumenti preesistenti: essi infatti non vengono rimpiazzati ed è anzi opportuna (se non necessaria) una riconsiderazione complessiva degli stessi, si può parlare pertanto di un completo ridimensionamento della struttura distributiva.

Le aziende di credito si relazionano, peraltro, con una clientela progressivamente più sofisticata ed esigente: il consumatore ha acquistato maggiore consapevolezza e competenza finanziaria e dispone di una informazione più ampia e puntuale. In secondo luogo, diventa più sensibile ai costi in conseguenza della recessione economica e della diminuzione del suo potere d’acquisto. Il cliente inizia ad effettuare confronti tra le alternative a sua disposizione, alla ricerca delle condizioni più convenienti, in particolar modo quando i vincoli della presenza territoriale sono meno oppressivi. Inoltre i cambiamenti negli stili di vita comportano aspettative più elevate, sia per quanto riguarda le caratteristiche specifiche del servizio che per quelle relative alla facilità/comodità di accesso allo stesso. I consumatori possono essere perciò abbastanza propensi a caratteristiche di differenziazione dei servizi finanziari, chiaramente se questa differenziazione dovesse manifestarsi in termini di un miglioramento generale del servizio. Adesso il cliente può sperimentare i vari canali offerti per utilizzare alla fine quello che reputa più conveniente, tralasciando eventualmente gli altri. Peraltro non tutti i clienti effettuano le stesse scelte e perciò lo stesso servizio può essere veicolato attraverso più modi. Tuttavia il prevalere presso il pubblico delle medesime scelte implica di fatto una specializzazione dei vari canali (basti pensare al Bancomat, il cui primato è stato decretato dalla clientela, con la conseguente drastica riduzione in tema di approvvigionamento del contante presso lo sportello). In pratica è il cliente che, con il proprio comportamento, suggerisce le logiche della multicanalità e facilita pertanto le scelte strategiche delle organizzazioni finanziarie, rendendole coerenti con la reale situazione di mercato. Quindi, ogni canale assumerà un ruolo proprio e l’intero assetto distributivo verrà ridisegnato intorno alla clientela.

La multicanalità può essere pertanto rappresentata come nel seguente grafico:


 

 

La multicanalità presenta una serie di implicazioni:

Ø     il trasferimento dei margini di profitto da un canale all’altro, senza un guadagno effettivo per l’azienda;

Ø     la probabile riduzione del grado di fedeltà all’istituto, in quanto la multicanalità può trasformarsi in un’arma a doppio taglio: il cliente sperimenta i vari canali e utilizza poi quello che ritiene più adatto alle sue esigenze, per cui un blocco improvviso del servizio oppure una riduzione del suo livello qualitativo può determinare perdite enormi in tal senso;

Ø     la maggiore difficoltà nel misurare correttamente la redditività di ciascun consumatore.

 

 Gli elementi positivi su cui invece l’azienda potrà contare possono essere i seguenti:

Ø     lo sviluppo di modalità di interazione che facilitino la fruizione dei servizi da parte del cliente;

Ø     la creazione di un’immagine dell’azienda nei confronti del proprio mercato di sbocco (sia effettivo che potenziale);

Ø     la ricerca di una migliore performance in termini di costo ed un alleggerimento del carico di lavoro.

In definitiva, si può sottolineare che la situazione relativa ai canali distributivi si è evoluta con grande rapidità: le banche attualmente si trovano di fronte ad una vasta gamma di alternative (dai servizi on-line allo smart phone). Volendo tracciare un quadro dei canali distributivi dal punto di vista cronologico, in Italia la situazione si è presentata secondo il seguente schema:

ANNI ‘70

ELECTRONIC BANKING

ANNI ‘80

PROMOTORI FINANZIARI

REMOTE BANKING

ANNI ‘90

INTERNET BANKING

 

 

1.4. Remote Banking, Phone Banking e Internet Banking. Distinzioni

Uno degli strumenti più efficaci attraverso i quali è possibile l’automazione delle operazioni bancarie attraverso collegamenti a distanza tra la banca e il cliente è senza dubbio l’Internet Banking  che deve essere distinto dai precedenti sistemi di Phone Banking e Remote Banking. Questi ultimi, infatti, pur consentendo determinate operazioni a distanza, attraverso operatore telefonico o linea diretta con la banca, si sono però dimostrate poco versatili e mal concilianti con le esigenze di praticità e flessibilità del cliente attuale.

Il Phone Banking consiste in un servizio bancario con il quale il cliente, utilizzando un normale apparecchio telefonico digitale, può effettuare alcune operazioni sul proprio conto presso la banca (consultazione, quotazione dei cambi, predisposizione bonifici, pagamento bollette, acquisto di titoli ecc.). Tramite tale servizio si attua una parziale automazione, perché l’interazione fra utente e banca o avviene attraverso risponditori vocali interattivi mediante riconoscimento vocale e con l’utilizzo della tastiera del telefono o attraverso un operatore fisico. Ad esempio, è possibile prenotare un carnet d’assegni telefonicamente dialogando con un computer sfruttando la multifrequenza, il riconoscimento decadico, o meglio ancora il riconoscimento vocale. Una volta prenotato occorre comunque recarsi allo sportello per ritirarlo. Tuttavia, a causa  della difficoltà nel gestire ed interpretare i segnali analogici della voce umana e il riconoscimento tramite tastiera, un utilizzo di servizi totalmente affidati a risponditori vocali interattivi è spesso fallito, o ha dato luogo a spiacevoli inconvenienti. Del resto nemmeno il Phone Banking mediante operatore può dirsi soddisfacente, non potendosi estendere per l’arco delle intere 24 ore. Ma il Phone Banking non è destinato a scomparire del tutto, ma ad affiancarsi a nuovi strumenti, vista la crescita esponenziale della telefonia mobile e lo sviluppo di un protocollo di trasmissione dati, il Wap, e ancor più il GPRS e l’UMTS, in grado di consentire una compatibilità tra gli standard telefonici e quelli della rete Internet, eliminando gli inconvenienti tipici del Phone Banking tradizionale.

Il Remote Banking invece nasce negli anni ‘80 ed è il primo sistema che sfrutta appieno le potenzialità dei microcomputer privati e della linea telefonica. L’interscambio di informazioni e disposizioni avviene con collegamento mediante linea telefonica, tra il personal computer del cliente e il nodo di accesso ad una rete interbancaria, che ha poi il compito di smistare i flussi di dati ai computer dei centri Amministrativi Elettronici delle singole banche aderenti. Tale sistema implica da parte del cliente l’utilizzo di uno specifico hardware (Computer PC IBM compatibile) e l’installazione di un particolare software, con cui i computer possano dialogare. Il Remote Banking è sotto certi aspetti più versatile del Phone banking perché consente una gestione dei dati in modo più preciso e permette l’interscambio non solo alla/dalla singola banca, ma anche a/da tutte le banche del territorio nazionale appartenenti a quella rete interbancaria. Inoltre il flusso dei dati, viaggiando solo all’interno di una rete interbancaria dedicata e protetta da sofisticati sistemi hardware e software rende i dati stessi  sicuri e inalterabili eliminando quasi completamente il rischio di frodi. Anche se a prima vista tale ultimo sistema possa sembrare soddisfacente sia sul piano della flessibilità che su quello della sicurezza, l’avvento di Internet ha indicato chiaramente uno dei punti deboli del Remote Banking: la sua struttura stessa, infatti, impedisce di effettuare operazioni con banche non appartenenti  alla rete interbancaria alla quale ci si collega a danno della praticità e della convenienza del servizio. Ciò appare ancora più evidente se si considerano da un lato le difficoltà che le singole reti interbancarie hanno nel definire comuni protocolli di dialogo tra i loro computer, dall’altro la dimensione mondiale che il mercato bancario e dell’offerta finanziaria ha assunto in questi ultimi tempi. Il cliente intende poter dialogare con un numero indefinito di operatori bancari, poter scegliere lo strumento finanziario più adatto alle sue esigenze, e ciò è possibile solo consentendo che il flusso di dati possa viaggiare su qualsiasi rete, su tutte le reti.

E’ questa l’esigenza che ha portato alla creazione dell’Internet Banking, un sistema in cui le operazioni bancarie vengono effettuate sempre attraverso un computer, ma questa volta collegato ad Internet, in grado di raggiungere qualsiasi altro computer ugualmente connesso ad Internet, utilizzando protocolli predefiniti ed  indipendenti dal tipo di computer utilizzato e dal software installato dall’utente. Si comprende immediatamente come l’Internet Banking offra all’utente una grande flessibilità e versatilità d’uso, da un lato perché gli permette di operare con un ampio ventaglio di operatori finanziari e di banche, dall’altro perché può continuare ad usare il proprio computer senza la necessità di installare particolari software spesso di non immediato e facile utilizzo.

 

1.5. La struttura e il funzionamento dell’Internet Banking

L’Internet banking è uno strumento evoluto che dà la possibilità al cliente di richiedere informazioni e svolgere operazioni fuori dell’orario di apertura stando comodamente a casa. La comunicazione tra banca e cliente e la distribuzione di servizi bancari attraverso l’utilizzo del PC necessitano di una certa quantità di risorse tecnologiche sia sul lato del cliente che sul versante interno alla banca. Non solo il cliente dovrà essere dotato di determinati dispositivi hardware e software, ma anche la banca dovrà essere strutturata in modo tale da potere gestire una situazione che è del tutto nuova rispetto alle tradizionali esperienze di produzione e distribuzione di servizi. Il contatto con la banca è attivato dal cliente attraverso un personal computer dotato di modem e attraverso la rete Internet.

 

Il cliente si collegherà all’internet provider e di seguito al sito web della propria banca. Una volta stabilito il contatto con la banca, la gestione dello stesso passa attraverso diverse fasi. Vi è da parte della banca elettronica la necessità di identificare la controparte che richiede lo svolgimento di operazioni. Il cliente che voglia svolgere operazioni bancarie deve attraversare diversi filtri posti dalla banca per fini di sicurezza. Innanzitutto vi sono i filtering routers, (filtri indirizzatori) che verificano la sorgente e la destinazione di ogni pacchetto di informazioni che arriva dalla rete, permettendo o negando l’accesso se i pacchetti non sono diretti ad uno specifico servizio disponibile. In secondo luogo si deve passare attraverso i cosiddetti firewalls, ossia un insieme di dispositivi che proteggono il server della banca da attacchi esterni e che consentono l’espulsione di chi non è abilitato al contatto. Una volta identificato il cliente esso viene collegato al server incaricato di svolgere le operazioni richieste (informazioni e/o disposizioni) il quale è collegato ad altri eventuali server e ad un database centrale su un network bancario interno (ad esempio una intranet) e guida il cliente attraverso percorsi pre-impostati allo svolgimento completo delle operazioni richieste. I percorsi consistono in differenti videate, ordinate secondo uno schema predefinito, sulle quali appaiono, ad esempio, tasti virtuali da premere con l’indicatore del mouse, caselle di testo da riempire con digitazione sulla tastiera del PC, links ad altri servizi, applets da scaricare sul proprio browser ed eseguibili tramite un interpreter Java, ed in genere tutti quegli strumenti, noti a chi ha un minimo di esperienza di navigazione in rete, e che consentono un approccio user friendly. La comunicazione tra cliente e banca si svolge in modo immediato: le informazioni richieste dal cliente vengono immediatamente presentate sullo schermo del PC e le disposizioni richieste vengono immediatamente eseguite dal server e registrate nella memoria del database.

 

1.6. Le caratteristiche

Per avere un sistema di Internet Banking efficiente e con capacità di puntare su un profittevole livello di diffusione, le caratteristiche principali devono essere:

Ø     Standardizzazione: usare uno standard accettato da tutti per il formato dei messaggi e dei documenti, diventa importante per garantire un servizio di informazioni versatile e completo.

Ø      Integrazione con un buon servizio di posta elettronica: la posta elettronica è una rilevante caratteristica se si vuole che il servizio sia interattivo. Il cliente può dialogare con la banca, esporre lamentele ed aiutare l’istituto a migliorare il proprio rapporto di affari.

Ø     Interfaccia utente facile da usare (User friendly): la facilità d’uso è decisiva se si vuole che l’utente abbia sempre sotto controllo i servizi offerti.

Ø     Un elevato grado di sicurezza:  la sicurezza è una condizione fondamentale per il commercio elettronico. Questo vale particolarmente nel settore delle transazioni finanziarie dove questa problematica è molto sentita.

Ø     Sistema con capacità multibanking: gli utilizzatori devono essere in grado di ottenere informazioni simili, da differenti fornitori, con lo stesso hardware e, possibilmente, con lo stesso software.

Ø     Servizio trasparente e aperto: le informazioni del sistema devono essere ampiamente accessibili; questa caratteristica si riflette anche nella possibilità da parte del cliente di integrare facilmente le informazioni finanziarie in altre applicazioni (software) usate sul posto di lavoro.

 

1.7. I servizi

I servizi che un sistema di Internet Banking fornisce agli utenti si possono classificare in:

Ø     servizi di tipo informativo;

Ø     servizi di tipo dispositivo.

Servizi informativi: le informazioni che le banche operanti in rete possono distribuire ai propri clienti sono moltissime: oltre alle classiche informazioni sul saldo dei diversi conti, sui movimenti effettuati, sulla situazione degli assegni, possono fornirsi informazioni anche sulle condizioni contrattuali ed economiche dei diversi prodotti e servizi; informazioni sulla quotazione di titoli, sull’andamento di divise e tassi, listino di borsa. E’ possibile avere informazioni sui conti divisi per shopping, certificati di deposito, carte di credito e altre attività; è possibile mettere a disposizione tools per calcolare l’onere e simulare il piano di rimborso di prestiti; è possibile fornire consulenza personalizzata; informazioni su prodotti assicurativi; informazioni personalizzate su determinati strumenti ad esempio di una certa area geografica o comunque selezionati in base ad altri criteri; bollettino dei protesti; informazioni e notizie di economia e finanza; tabelle ABI-Cab; statistiche finanziarie; commenti finanziari; avvisi sulle scadenze fiscali o di pagamenti in generale; ecc.

Servizi dispositivi: per quanto riguarda i servizi dispositivi è possibile effettuare in rete bonifici; giroconti; spedizione di assegni; pagamento effetti ed utenze; bloccare assegni; pianificare i pagamenti su uno schema temporale predefinito senza dover poi ricordarsi di collegarsi alla banca per ordinare le operazioni. E’ possibile effettuare la compravendita ed il rinnovo di obbligazioni, azioni (servizi di trading on-line), fondi comuni di investimento ed anche la possibilità di stipulare prodotti assicurativi ecc.

 

1.8. I vantaggi e gli svantaggi

Gestire i rapporti con i clienti attraverso le reti telematiche, comporta una serie di vantaggi e di oneri derivanti in parte dal carattere remoto del canale ed in parte dalle specificità del canale stesso:

Ø     l’operatività ricopre l’intero arco della giornata per tutti i giorni dell’anno, incontrando così le istanze dei clienti che desiderano poter accedere ai servizi bancari in orari più comodi.

Ø     Si stimano costi per le transazioni di gran lunga minori rispetto ai medesimi costi per transazione effettuati allo sportello tradizionale. Si stima che il costo di una transazione bancaria standard si aggiri intorno a 1,07 dollari se effettuata presso un tradizionale sportello bancario; a 0,52 se effettuata mediante telefono; a 0,27 presso un ATM; a soli 10 centesimi di dollaro con l’Internet banking .

Ø     L’opportunità di vedere sullo schermo la propria situazione in ogni tipo di rapporto intrattenuto con la banca, grazie alla interattività e alla multimedialità dello strumento, nonché di consultare una serie di informazioni utili (si pensi alle ricerche) che possono fungere da supporto decisionale per espletare le varie operazioni, fermo restando che il cliente ha la facoltà in ogni momento di consultare apposite sezioni di help on-line qualora ne avesse bisogno. Quindi il mezzo consente di instaurare un rapporto veloce, a 360 gradi e di facile comprensione grazie agli espedienti visivi che ogni banca saprà adottare a proposito. Si tratta di un servizio disponibile in ogni momento del giorno e della notte e potenzialmente fruibile da qualsiasi luogo del mondo.

Ø     Infine, vi è per la banca un ulteriore vantaggio: operando su una rete pubblica qual è la rete Internet, assume una visibilità sull’intero pianeta, in quanto il sito della banca sarà facilmente accessibile da ogni parte del globo e da parte di ogni utente della rete. La banca potrà, inoltre, attivamente adoperarsi per farsi conoscere attraverso pubblicità elettroniche quali, ad esempio, la pubblicazione di banners.

Se molti sono i vantaggi dell’operare in rete, si possono elencare almeno altrettanti svantaggi:

Ø     Innanzitutto la distribuzione di servizi bancari su PC incontra un forte ostacolo nella diffusione dei PC, dei modem e degli abbonamenti alla rete telematica tra la popolazione: in generale, negli skills tecnologici richiesti.

 

 

Ø     La difficoltà del cliente a modificare l’abitudine al contatto diretto con gli addetti della banca, infatti, porta alla spersonalizzazione completa del rapporto telematico.

Ø     La mancanza di riscontri cartacei immediati di quanto il consumatore dispone.

Ø     Il cliente della banca in rete si trova a gestire una serie di password cui in passato non era abituato, situazione che ha lo scopo di impedire il pericolo di intrusioni nel contatto da parte di terzi estranei.

Ø     La lentezza della rete per svolgere operazioni, soprattutto nei momenti in cui il traffico sulla rete è maggiore. Si tratta di un problema strutturale che le banche sono in grado di attenuare (per esempio non ponendo l’accento in modo eccessivo sulla componente grafica del sito). Inoltre si stanno affermando standard di comunicazione (come l’ISDN e l’ADSL) che ridurranno progressivamente tale problema.

1.9. Le strategie

Le strategie perseguite dai gestori di un servizio di Internet Banking possono essere:

Ø      leadership di costo;

Ø      differenziazione dell’offerta;

Ø      difesa della clientela esistente;

Ø      emulative;

Ø      esplorative.

 Leadership di costo: i canali di Internet Banking consentono strategie di leadership di costo soprattutto per i nuovi entranti aggressivi che non hanno problemi di coordinamento fra canali distributivi a distanza e canali tradizionali e che vogliono conquistare un’ampia fetta di mercato. Questi nuovi canali consentono  di sostenere strategie di attacco verso concorrenti consolidati, basate sulla leva dei prezzi. Questa strategia consente anche di superare gli svantaggi dovuti all’assenza di una precisa immagine aziendale, o raggiungere una fascia di clienti maggiormente sensibile al prezzo e di livello più basso, caratterizzata da bisogni meno sofisticati. 

Politica di differenziazione: l’utilizzo  di uno strumento quale il personal computer, consente di creare un differenziale di qualità nel servizio offerto che sia chiaramente percepibile dal cliente e sostenibile nel tempo. Tali strategie dovrebbero essere usate per  raggiungere una posizione leader nell’offerta di qualità. Non è sufficiente ricorrere ad un nuovo canale o ad una nuova tecnologia, ma  bisogna saper sfruttare in modo innovativo e distintivo le potenzialità del canale. Le strategie di differenziazione sono più adatte a clienti  evoluti per i quali l’innovatività e l’efficienza sono degli elementi di importanza rilevante. Tipicamente utilizzata dai “giganti”, ossia le grandi istituzioni finanziarie che possono contare su una forte e consolidata “brand image”.

Difesa della clientela esistente: questa strategia è solitamente adottata sia dai primi entranti conservativi, sia dai cosiddetti followers difensivi, ossia gli istituti bancari il cui ingresso sul web è stato tardivo e dovuto alla necessità di inseguire la concorrenza per non perdere i propri clienti. L’offerta, in questo caso, può apparire di modesta qualità in quanto le banche  non si impegnano molto nella realizzazione del servizio, soprattutto per quanto riguarda le spese connesse. Il rischio di simili strategie è legato a una perdita dei clienti più sensibili al prezzo, verso istituzioni che hanno adottato la strategia di leadership di costo, e dei clienti con esigenze più sofisticate a favore delle banche che hanno adottato la strategia di differenziazione. Questa strategia  può essere perseguita con discreti risultati ricorrendo all’outsourcing per la gestione del servizio. 

 Emulative: le strategie utilizzate dagli emulatori consentono offerte di pari qualità senza dover sostenere i costi supportati per lo sviluppo dell’innovazione evitando anche di ripetere i possibili errori degli innovatori. Tuttavia l’immagine ha un ruolo importante, e gli innovatori potranno sfruttarla per creare un gap difficilmente colmabile dagli emulatori. Nello scegliere una strategia di tipo imitativo sarà importante confrontare i minori costi sostenuti per realizzare l’offerta con gli sforzi da sostenere per recuperare lo svantaggio di immagine.  

Esplorative: le strategie esplorative vengono attuate per sondare la risposta della clientela e verificare l’operatività dei propri servizi.

Le strategie utilizzate dalle banche e Sim italiane

possono essere suddivise, inoltre, in strategie di ingresso e strategie di posizionamento.

 

1.9.1 Le strategie di ingresso:

Due criteri, in particolare, permettono di valutare ed identificare le modalità con cui i player si sono mossi nel momento del loro ingresso sul web:

Ø     La clientela target: già servita o nuova;

Ø     Le scelte e gli investimenti in merito alla comunicazione.

                                         Le strategie di entrata

 

 
Ovale: Primi entranti
Conservatori

Followers difensivi
Ovale: EmulatoriOvale: Il risveglio
dei giganti
Ovale:     Primi  entranti
    aggressivi
      

 

       Nuovi

       clienti

 

 

 

 

       Clientela

     esistente

 

                           Tramite                                                          Sui media

                   sportello

                                   Comunicazione

 


 

Timing

Posizionamento

Pricing

Tecnologia

Comunicazione

1998 -Ottobre 1999

Primi entranti aggressivi (Directa, Banca Sella)

Basso, inferiore al mercato

Investimenti inizialmente contenuti, ampliati dopo poco

Sostenuta e costante;4-8mld al mese. Comunicazione su tv e radio, e Internet

1998 – Ottobre 1999

Primi entranti conservatori (Cariplo)

Alto, superiore al mercato

Contenuti, il trade è offerto dall’home banking

Solo ai propri clienti

Da Novembre 1999

Emulatori (Banca 121)

Basso o in linea

Elevati

Sostenuti

Da Febbraio 2000

Followers difensivi (Carige, quasi tutte le piccole)

In linea o di poco superiore

Limitati: portale in condivisione con altre banche

Solo ai propri clienti

Da Giugno 2000

Il risveglio dei giganti (Xelion, Trade Intesa)

In linea

Elevata

Elevata


1.9.2 Le strategie di posizionamento

Le strategie di posizionamento utilizzate dai player dipendono da due variabili:

Ø     Il tipo di offerta: standard o elevata;

Ø     Il pricing: alto o competitivo.

 

 

 

                 Le strategie di presidio dell’on-line

Ovale: Player di nicchia                      

   Pricing      

   competitivo

 

 

 

 


   Pricing

     alto

   

                   Offerta                                                     Elevato

                   standard                                                     servizio